AIBAT inaugura il 2026 con la visita alla mostra di Giacomo Balla

Il primo evento del 2026, anno del 30° anniversario di AIBAT, si è svolto sabato 17 gennaio al Palazzo del Governatore di Parma con una visita guidata alla mostra “Giacomo Balla. Universo di luce”. Accompagnati dalla guida, i partecipanti hanno esplorato l’evoluzione artistica di uno dei protagonisti del Futurismo, tra sperimentazioni luministiche, dinamismo e colore.

Come in molte delle attività promosse da AIBAT, anche questa visita ha unito cultura e impegno sociale. Il costo di partecipazione comprendeva infatti sia il biglietto d’ingresso alla mostra sia una donazione destinata all’acquisto di un sequenziatore per il Laboratorio di Ricerca Traslazionale (tRES_LAB) dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia, impegnato nello studio dei tumori. Un gesto concreto che rafforza il legame tra l’associazione e il mondo della ricerca, da sempre uno dei pilastri della sua missione.

AIBAT, attiva dal 1996 nel supporto alle persone con patologie tiroidee attraverso informazione, sensibilizzazione e collaborazione con professionisti sanitari, apre così un anno simbolico con un appuntamento che valorizza comunità, ricerca e bellezza. Un inizio luminoso per un anniversario importante.

Dott. Annibale Versari, Presidente di AIBAT: «Il 2026 è un anno davvero importante per AIBAT: celebriamo il nostro 30º anniversario e abbiamo in programma una serie di iniziative per festeggiare questo traguardo. Iniziamo proprio da qui, nel pieno rispetto di una delle prerogative della nostra associazione: il legame con l’arte. Crediamo profondamente che la bellezza abbia un ruolo nella cura, perché i pazienti la riconoscono, la vivono e ne traggono beneficio. Per questo abbiamo scelto Giacomo Balla per inaugurare un percorso che ci accompagnerà per tutto l’anno.

Le altre iniziative verranno comunicate strada facendo: saranno diverse e tutte significative. Come suggerisce il titolo della mostra, ci aspettiamo davvero un “anno di luce”.

Aggiungo che tutte queste attività contribuiranno alla raccolta fondi per l’acquisto di un sequenziatore, uno strumento utilizzato nei laboratori di ricerca traslazionale del nostro ospedale. È un’apparecchiatura fondamentale perché permette di definire con maggiore precisione le caratteristiche biologiche dei pazienti, rendendo le terapie – in particolare quelle oncologiche – sempre più personalizzate. Si tratta di un passo avanti davvero molto importante.»

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